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Ho superato gli 85.000 euro: devo per forza aprire una SRL?

Pubblicato il 6 min di lettura

di Damiano, fondatore di srls.ai

No. Uscire dal forfettario significa passare al regime ordinario come persona fisica, non aprire una società. Resti la stessa partita IVA, con lo stesso codice fiscale: cambiano il modo di calcolare le imposte e gli adempimenti, non la forma giuridica.

Aprire una SRL è una possibilità, non una conseguenza. Ed è una scelta che si fa per la responsabilità limitata, per avere soci o per reinvestire gli utili, non perché hai sforato una soglia.

Prima però conta bene quanto hai sforato, perché le due soglie hanno effetti completamente diversi.

Le due soglie

Soglia Quando esci Effetto
85.000 euro dal 1° gennaio dell'anno successivo resti forfettario per tutto l'anno in corso
100.000 euro subito, dalla fattura che sfora IVA e imposte ordinarie da quel momento

Se hai chiuso l'anno tra 85.000 e 100.000 euro, sei ancora forfettario per l'anno appena concluso e la fatturazione con IVA parte dal 1° gennaio. Hai qualche mese per organizzarti.

Se invece hai superato i 100.000 euro in corso d'anno, l'uscita è immediata: la fattura che supera la soglia va già emessa con IVA, e per tutto l'anno si applicano le regole ordinarie, retroattivamente. È una situazione da gestire con attenzione, perché coinvolge anche le fatture già emesse nell'anno.

Cosa cambia davvero passando all'ordinario

Non è una catastrofe, ma è un cambio di mestiere amministrativo.

Sull'IVA. Inizi ad addebitarla in fattura e a versarla, e in cambio la detrai sugli acquisti. Se i tuoi clienti sono aziende con partita IVA, per loro non cambia nulla perché la detraggono a loro volta. Se sono privati, il tuo prezzo di fatto aumenta del 22% o assorbi tu la differenza: è un tema commerciale, non fiscale, e va affrontato prima.

Sulle imposte. Esci dall'imposta sostitutiva al 15% ed entri nell'IRPEF a scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000, 43% oltre. Più le addizionali regionale e comunale.

Sui costi. Cambia in meglio: i costi diventano deducibili per quello che sono realmente, non più forfettizzati. Se hai costi veri sopra il 22% dei ricavi (con coefficiente 78%), sull'asse dei costi ci guadagni.

Sugli adempimenti. Registri IVA, liquidazioni periodiche, comunicazioni LIPE, dichiarazione IVA annuale. È il grosso del lavoro in più.

Le tre strade

1. Partita IVA in regime ordinario

Cosa comporta: resti persona fisica, stessa partita IVA. Paghi IRPEF a scaglioni, deduci i costi reali, gestisci l'IVA.

A favore: nessun costo di costituzione, nessun costo societario fisso, nessuna tassa sui libri sociali, nessun deposito di bilancio. Continuità totale con quello che hai già.

Contro: rispondi con tutto il patrimonio personale. L'IRPEF sopra i 50.000 euro arriva al 43%, più addizionali. Non puoi avere soci.

È la scelta giusta se: l'attività ha un rischio contenuto, lavori da solo, e il reddito non è così alto da rendere l'IRPEF insostenibile.

2. SRL o SRLS

Cosa comporta: costituisci una società, che è un soggetto distinto da te. La società paga IRES al 24% e IRAP al 3,9%, tu paghi sul compenso o sui dividendi che ti eroghi.

A favore: responsabilità limitata al patrimonio sociale, possibilità di avere soci, e la possibilità di lasciare gli utili in società tassandoli complessivamente intorno al 27,9% invece che con l'IRPEF marginale.

Contro: circa 740 euro per aprire, poco meno di 600 l'anno di costi incomprimibili, contabilità ordinaria in partita doppia obbligatoria, bilancio da redigere e depositare. E soprattutto: per portarti i soldi in tasca paghi una seconda volta, come compenso o come dividendo.

È la scelta giusta se: vuoi proteggere il patrimonio, hai o vuoi avere soci, oppure reinvesti gran parte di quello che guadagni.

3. Restare sotto la soglia

Va detto perché è una scelta reale, e più diffusa di quanto si ammetta: rifiutare lavoro o spostare fatturazione per non superare gli 85.000 euro.

Se sei appena sopra, il conto può tornare. Ma è una strategia con una data di scadenza: mette un tetto alla crescita per ottimizzare le tasse, che è il modo più efficace di rimanere piccoli.

Il confronto sui numeri

Se il tuo obiettivo è estrarre tutto quello che guadagni, la SRL non ti fa risparmiare imposte rispetto alla partita IVA ordinaria: aggiunge un livello di tassazione, non lo toglie. Il vantaggio della SRL emerge quando non estrai tutto.

P.IVA ordinaria SRL, estraendo tutto SRL, reinvestendo
Tassazione IRPEF 23-43% + addizionali IRES 24% + IRAP 3,9%, poi IRPEF sul compenso ~27,9% e stop
Costi fissi annui nessuno di struttura ~570 ~570
Patrimonio personale esposto protetto protetto
Soci no

C'è poi una differenza che non è nella tabella e che pesa: le società di capitali restano soggette a IRAP, mentre ditte individuali e professionisti ne sono usciti dal 2022.

Un punto sui contributi

Cambia anche il fronte previdenziale, ed è la voce che sorprende di più.

Come professionista senza cassa in Gestione Separata paghi il 26,07%. Come amministratore di SRL iscritto in via esclusiva alla stessa gestione paghi il 35,03%, perché si aggiungono i contributi minori e la DIS-COLL.

E se nella società svolgi personalmente l'attività operativa in modo abituale e prevalente, può scattare la Gestione Commercianti, con circa 4.611,64 euro l'anno di contributi fissi dovuti anche a reddito zero.

Sono differenze che possono superare il risparmio fiscale, e vanno messe nel conto prima di decidere.

Se decidi per la SRL

Due cose da sapere sui tempi.

Non c'è fretta di aprire entro dicembre. La partita IVA individuale può proseguire in regime ordinario per tutto il tempo che ti serve a decidere. Aprire una società di corsa a fine dicembre, per rincorrere una scadenza che non esiste, è il modo classico per sbagliare capitale sociale, oggetto sociale e forma.

Le due partite IVA non si fondono. Aprire una SRL non chiude automaticamente la tua posizione individuale, e non trasferisce automaticamente contratti e clienti. Il passaggio va gestito: o chiudi la posizione individuale, o la mantieni per attività distinte, o conferisci l'azienda nella società con un'operazione a sé.

In sintesi

Superare gli 85.000 euro ti fa uscire dal forfettario, non ti obbliga ad aprire una società. La strada di default, quella che non richiede di decidere nulla, è il regime ordinario come persona fisica.

La SRL si apre quando vuoi la responsabilità limitata, quando ci sono soci, o quando reinvesti. Sono ragioni buone, ma sono ragioni diverse dall'aver sforato una soglia. Se apri una società solo perché hai fatturato di più, stai comprando complessità e costi fissi per risolvere un problema che non era quello.

Fonti

Questa decisione, nel percorso di srls.ai, è già impostata

La fase 0 ti fa le domande nell'ordine giusto (forma, soci, ATECO, sede, come ti paghi) e tiene le risposte per tutto il resto del percorso.

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