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SRL senza commercialista: cosa puoi fare da solo per legge (e le 3 cose che non puoi)

Pubblicato il 9 min di lettura

di Damiano, fondatore di srls.ai

Sì, puoi gestire una SRL senza commercialista. Non esiste nessuna norma che riservi ai dottori commercialisti la tenuta della contabilità, la liquidazione IVA, la redazione del bilancio o l'invio delle dichiarazioni. L'amministratore di una società di capitali può fare tutto questo da solo, legalmente, e molte micro società lo fanno.

Le cose davvero riservate a un terzo sono tre, e sono queste: l'atto costitutivo, che deve ricevere un notaio; la revisione legale, che scatta solo sopra soglie dimensionali precise; il visto di conformità, che serve solo se compensi crediti fiscali oltre 5.000 euro l'anno. Tutto il resto è tuo.

Questo non vuol dire che sia una buona idea per chiunque. Vuol dire che è una scelta, non un divieto, e che se hai una micro SRL di servizi con qualche decina di movimenti al mese la scelta è concreta. Qui sotto c'è il perimetro esatto, articolo per articolo.

Perché si crede che serva per forza un commercialista

Perché per una società di medie dimensioni serve davvero, e perché la professione ha giustamente costruito la propria reputazione su quel terreno. Ma il salto logico da "conviene a molte aziende" a "è obbligatorio per tutte" non ha una base normativa.

La confusione nasce da un dettaglio tecnico: le società di capitali sono in contabilità ordinaria per obbligo, senza alternative. La contabilità ordinaria è la partita doppia, il libro giornale, il libro degli inventari, i registri IVA. È indubbiamente più complessa della contabilità semplificata di una ditta individuale. Ma "più complessa" non significa "riservata".

L'art. 2219 c.c. dice come vanno tenute le scritture, non da chi: "Tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di un'ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine". È una regola di metodo, e vale identica se a scrivere è un professionista o l'amministratore.

Le tre cose che non puoi fare da solo

1. L'atto costitutivo: serve il notaio

Non esiste alcuna via per costituire una SRL o una SRLS senza notaio. La vecchia procedura del 2016 per le startup innovative con atto digitale senza notaio è stata eliminata, e il deposito dell'atto al Registro Imprese è un obbligo che l'art. 2330 c.c. mette in capo al notaio stesso, "entro dieci giorni".

La buona notizia è che per la SRLS costituita in presenza con il modello standard l'onorario notarile è zero per legge, non per cortesia del notaio. Ne parliamo in dettaglio nella guida ai costi di apertura.

Questo è l'unico passaggio dell'intero ciclo di vita della società in cui un terzo è insostituibile, e succede una volta sola.

2. La revisione legale, ma solo sopra le soglie

L'art. 2477 c.c. impone la nomina di un organo di controllo o di un revisore quando la società ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno di questi limiti:

Parametro Soglia
Totale dell'attivo dello stato patrimoniale 4.000.000 euro
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 4.000.000 euro
Dipendenti occupati in media durante l'esercizio 20 unità

L'obbligo scatta anche se la società è tenuta a redigere il bilancio consolidato o controlla una società obbligata alla revisione legale. E cessa quando per tre esercizi consecutivi nessuno dei limiti è superato.

Una micro SRL di servizi con un socio unico e nessun dipendente è lontanissima da queste soglie. Se le superi, però, l'obbligo non è negoziabile: la nomina mancata viene segnalata dal Conservatore del Registro Imprese e il Tribunale nomina d'ufficio.

Lo diciamo chiaramente perché è il confine onesto del fai-da-te: sotto le soglie sei libero, sopra no.

3. Il visto di conformità sopra 5.000 euro di compensazioni

Se vuoi compensare orizzontalmente crediti fiscali (IVA, IRES, IRAP) per più di 5.000 euro l'anno nel modello F24, serve il visto di conformità apposto da un professionista abilitato. Sotto quella soglia, no.

Per una micro società questo caso si presenta raramente, e quando si presenta si risolve con una singola prestazione puntuale, non con un contratto di assistenza annuale.

Tutto il resto lo fa l'amministratore

Ecco l'elenco degli adempimenti ordinari di una micro SRL, con chi li può fare.

Adempimento Serve un professionista?
Tenuta del libro giornale e degli inventari No
Registri IVA acquisti e vendite No
Liquidazione IVA periodica e versamento F24 No
Comunicazione LIPE trimestrale No
Dichiarazione IVA annuale No
Emissione delle fatture elettroniche No
Ricezione e registrazione delle fatture passive No
Libro decisioni soci e decisioni amministratori No
Redazione del bilancio d'esercizio No
Deposito del bilancio al Registro Imprese No
Modello Redditi SC e IRAP No
Versamenti INPS Gestione Separata dell'amministratore No
Costituzione della società Sì, notaio
Revisione legale sopra le soglie art. 2477 Sì, revisore
Visto di conformità sopra 5.000 euro Sì, professionista abilitato

Tre righe su quindici. È questo il rapporto reale.

Le dichiarazioni le invii tu

Una società non ha uno SPID proprio: opera tramite persone fisiche incaricate. L'amministratore accede con il proprio SPID o CIE, abilita la società ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate e poi, dalla sezione "Il tuo profilo, Incarichi", nomina se stesso gestore incaricato. Da quel momento può cambiare utenza e operare come società: cassetto fiscale, portale Fatture e Corrispettivi, invio dichiarazioni.

È il passaggio più macchinoso di tutta l'attivazione, e ha una dipendenza nascosta: servono 24-48 ore dall'iscrizione perché l'Anagrafe Tributaria recepisca la carica di rappresentante legale. Se la nomina fallisce, quasi sempre è solo questo, e basta riprovare il giorno dopo.

Canale da usare: Fisconline, non Entratel. Entratel serve a chi presenta il modello 770 per più di 20 soggetti, situazione che una micro società non incontra.

Il bilancio lo depositi tu

Il deposito del bilancio al Registro Imprese si fa con DIRE, il servizio web di InfoCamere, e la pratica la firma l'amministratore con la propria firma digitale. Non serve un professionista: la legge prevede che il deposito possa essere firmato da un professionista incaricato, non che debba.

Attenzione a un dettaglio di calendario del 2026: dal 12 febbraio 2026 i vecchi software ComUnica e Tyco sono dismessi, e le pratiche post-costituzione si fanno con DIRE o software abilitati. Dal 4 giugno 2026 valgono le specifiche Fedra 7.09 con controlli automatici bloccanti, il che significa che una pratica imprecisa viene rifiutata subito invece di essere istruita. Il lato buono è che l'errore te lo dice la macchina, non una raccomandata sei mesi dopo.

Le fatture le emetti con gli strumenti gratuiti dell'Agenzia

L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione tre strumenti gratuiti per emettere fatture elettroniche: la procedura web, il software stand-alone per PC e l'app FatturAE. Sono spartani, ma sono gratis e producono XML validi.

Una sola cosa va fatta subito e non è retroattiva: l'adesione al servizio di conservazione a norma nel portale Fatture e Corrispettivi. Dal 20 marzo 2024 la semplice consultazione dei file non richiede più adesione, e questo ha creato l'idea diffusa che non serva più aderire a niente. Non è così: la conservazione è un servizio distinto e va attivata esplicitamente, prima delle prime fatture. Vedere una fattura nel portale non significa averla conservata a norma.

"Ma se sbaglio?"

È l'obiezione giusta, e merita una risposta precisa invece che rassicurazioni.

Primo punto, spiacevole ma decisivo: la responsabilità dell'amministratore per le dichiarazioni e per la regolarità contabile non viene meno quando gli adempimenti sono affidati a un professionista esterno. La firma sul bilancio e sulla dichiarazione è la tua in entrambi i casi. Delegare compra competenza e tempo, non immunità. Se pensavi che il commercialista fosse anche un parafulmine giuridico, quella parte non è mai stata inclusa nel prezzo.

Secondo punto: gli errori di una micro società non sono tutti uguali. Sbagliare un'aliquota IVA su una fattura si corregge con una nota di variazione. Saltare un versamento si sana con il ravvedimento operoso pagando una sanzione ridotta. Sono incidenti gestibili. Gli errori davvero costosi sono strutturali e stanno quasi tutti nella fase iniziale, dove una scelta sbagliata si trascina per anni: l'inquadramento previdenziale, il regime IVA, la mancata pubblicità del socio unico che fa perdere la responsabilità limitata.

Terzo punto: fare da solo e non farsi mai controllare da nessuno sono due cose diverse. Il modello che riteniamo sensato per una micro società è tenere la contabilità in proprio e far revisionare da un professionista i pochi momenti che contano davvero, il bilancio e i dichiarativi. Una revisione di dieci minuti su un lavoro già fatto e ordinato costa una frazione di un'assistenza annuale.

Quando invece il commercialista serve davvero

Per onestà, i casi in cui sconsigliamo il fai-da-te:

  • Dipendenti in busta paga. La gestione del personale è un mestiere a parte, con scadenze proprie e sanzioni pesanti. Qui serve un consulente del lavoro, che è un'altra figura ancora.
  • Operazioni straordinarie: fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni di quote, trasformazioni.
  • Magazzino e rimanenze. La valutazione delle rimanenze introduce una complessità di ordine diverso rispetto a una società di servizi.
  • Contenzioso o accertamenti in corso.
  • Strutture fiscali non banali: holding, gruppi, operazioni intercompany, patent box.

Se ti riconosci in una di queste righe, il conto costi-benefici cambia segno.

Il vero costo della delega

Una micro SRL paga oggi tra 1.400 e 2.400 euro l'anno di contabilità delegata, e sopra i 200 euro al mese negli studi di città. Vanno letti sempre più IVA al 22% e più il 4% di contributo integrativo alla cassa: su 1.000 euro di parcella il conto finale supera i 1.270 euro.

Questa è, di gran lunga, la voce di costo più grande e più comprimibile nella vita di una micro società. I costi che non puoi evitare (camerale, tassa libri, deposito bilancio, PEC, firma digitale) stanno intorno ai 570 euro l'anno. La contabilità delegata costa da sola due o tre volte tutto il resto messo insieme.

Come lo stiamo facendo noi

Stiamo aprendo la nostra SRLS e gestendola con questo metodo, ed è il motivo per cui esiste questo blog: quello che scriviamo qui lo abbiamo prima dovuto capire per noi.

Il percorso che abbiamo mappato conta 45 passaggi in cinque fasi, dalla decisione sulla forma giuridica al deposito del bilancio. La parte che spaventa, la contabilità in partita doppia, a questi volumi è la più automatizzabile: le fatture emesse si registrano da sole, quelle passive arrivano in XML dal Sistema di Interscambio, i movimenti bancari si riconciliano con le partite aperte. Quello che resta all'amministratore sono le decisioni, non la digitazione.

Le trappole vere le abbiamo trovate altrove, e quasi tutte nella fase di attivazione: la tassa sui libri sociali da 309,87 euro che il primo anno si paga con un bollettino postale e non con F24, l'adesione alla conservazione che va data a mano, la PEC personale dell'amministratore che deve essere diversa da quella della società. Nessuna di queste è difficile. Sono solo invisibili finché non ti bloccano.

Fonti

Questo adempimento srls.ai lo fa con te

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