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SRL o partita IVA forfettaria: il confronto sui numeri, non sulle opinioni

Pubblicato il 7 min di lettura

di Damiano, fondatore di srls.ai

Sotto gli 85.000 euro di ricavi, e se ti estrai tutto quello che guadagni, il forfettario vince quasi sempre. Non di poco: nei nostri calcoli, circa 4.300 euro l'anno su 30.000 di ricavi e circa 8.100 su 60.000.

Non è una sorpresa e non dovrebbe esserlo. Il forfettario è un regime agevolato costruito apposta per essere conveniente in quella fascia. Chi ti dice che "la SRL fa risparmiare tasse" sotto gli 85.000 euro, salvo casi particolari, sta vendendo qualcosa.

La SRL si sceglie per altre ragioni, tutte legittime e nessuna fiscale: responsabilità limitata, possibilità di avere soci, credibilità verso clienti e fornitori, e la possibilità di reinvestire gli utili senza tassarli come reddito personale. Se nessuna di queste ti serve, e stai sotto la soglia, il forfettario è la risposta.

Le assunzioni del confronto

Perché i numeri siano leggibili, dichiaro tutto in anticipo. Sono scenari semplificati: servono a dare l'ordine di grandezza e la direzione, non a sostituire un calcolo sul tuo caso.

  • Attività di servizi o consulenza, coefficiente di redditività 78%.
  • Forfettario con imposta sostitutiva ordinaria al 15% (non il 5% da start-up, che tratto a parte).
  • Contributi del forfettario: Gestione Separata al 26,07%, cioè professionista senza cassa.
  • SRL unipersonale, socio unico amministratore, che si estrae tutto come compenso da amministratore.
  • Contributi dell'amministratore: Gestione Separata al 35,03%, di cui due terzi a carico della società.
  • Nessuna iscrizione alla Gestione Commercianti in nessuno dei due casi.
  • Costi di struttura della SRL: 570 euro (i costi incomprimibili), contabilità gestita in proprio.
  • IRES 24%, IRAP 3,9%, IRPEF con gli scaglioni 2026 al lordo delle detrazioni.

Un'avvertenza tecnica che cambia i numeri e che quasi nessun confronto include: il compenso all'amministratore non è deducibile ai fini IRAP. La SRL paga quindi IRAP anche quando l'utile è azzerato dal compenso.

Scenario A: 30.000 euro di ricavi, 3.000 di costi reali

Forfettario SRL
Ricavi 30.000 30.000
Costi reali 3.000 (non deducibili) 3.000 (deducibili)
Costi di struttura 0 570
Reddito imponibile forfettario (78%) 23.400
IRAP 3,9% 1.031
Compenso amministratore 20.591
Contributi INPS 6.100 (26,07%) 7.213 (35,03%)
Imposta sostitutiva 15% / IRPEF 2.595 4.183
Netto in tasca 18.305 14.003

Differenza: 4.302 euro l'anno a favore del forfettario.

Scenario B: 60.000 euro di ricavi, 8.000 di costi reali

Forfettario SRL
Ricavi 60.000 60.000
Costi reali 8.000 (non deducibili) 8.000 (deducibili)
Costi di struttura 0 570
Reddito imponibile forfettario (78%) 46.800
IRAP 3,9% 2.006
Compenso amministratore 40.067
Contributi INPS 12.201 (26,07%) 14.036 (35,03%)
Imposta sostitutiva 15% / IRPEF 5.190 8.878
Netto in tasca 34.609 26.510

Differenza: 8.099 euro l'anno a favore del forfettario.

Il divario cresce con il fatturato, per due motivi che si sommano: l'imposta sostitutiva resta piatta al 15% mentre l'IRPEF entra nel secondo scaglione, e l'aliquota contributiva dell'amministratore è di quasi nove punti più alta.

Lo scenario C non esiste: sopra 85.000 il forfettario non c'è

Il terzo scenario che ci si aspetterebbe, quello a 100.000 euro, non è un confronto: sopra 85.000 euro di ricavi il forfettario non è disponibile.

Le soglie da tenere a mente:

Soglia Effetto
85.000 euro superata a fine anno, si esce dal regime dal 1° gennaio successivo
100.000 euro superata in corso d'anno, uscita immediata, dalla fattura che sfora

Sopra quella fascia il confronto vero non è più tra SRL e forfettario, ma tra SRL e partita IVA in regime ordinario. Ed è un confronto molto più equilibrato, perché nel regime ordinario i costi reali diventano deducibili anche per la persona fisica e l'IRPEF sale rapidamente.

Dove il forfettario smette di convenire

Il calcolo dipende da un parametro che nei confronti generici sparisce sempre: quanto spendi davvero.

Con coefficiente al 78%, il forfettario ti riconosce forfettariamente il 22% di costi. Se i tuoi costi reali sono inferiori al 22% dei ricavi, stai deducendo più di quanto spendi e il regime ti sta regalando qualcosa. Se sono superiori, stai pagando imposte su un reddito che non hai.

Costi reali sui ricavi Effetto
Sotto il 22% il forfettario ti avvantaggia
Intorno al 22% pareggio sull'asse dei costi
Sopra il 22% il forfettario ti penalizza

Per una consulenza pura, dove i costi sono un laptop e qualche abbonamento, il forfettario è quasi imbattibile. Per un'attività con infrastruttura pesante, collaboratori, licenze e cloud, il quadro si ribalta molto prima degli 85.000 euro.

I coefficienti principali, per orientarsi: 78% per professionisti e servizi, 67% per alberghi e ristorazione, 40% per il commercio.

Il vantaggio vero della SRL: non estrarre tutto

Fin qui ho confrontato il caso in cui ti porti a casa tutto. È il caso più comune, ed è quello in cui la SRL perde.

Ma se lasci gli utili in società per reinvestirli, il conto cambia natura. Sempre sullo scenario B, senza compenso e con l'utile che resta dentro:

Voce Importo
Base imponibile ~51.430
IRES 24% 12.343
IRAP 3,9% 2.006
Totale imposte (27,9%) 14.349
Utile netto che resta in società 37.081

Il 27,9% complessivo è un carico più basso di quello che pagheresti estraendo tutto, in qualunque regime. Il punto è che quei soldi restano in società: per averli in tasca dovresti distribuirli come dividendi, pagando un ulteriore 26%, e a quel punto il vantaggio evapora.

Quindi la regola onesta è: la SRL conviene fiscalmente se reinvesti. Se il tuo obiettivo è accumulare capitale nella società per farla crescere, assumere, comprare strumenti, il differimento vale. Se il tuo obiettivo è massimizzare quanto ti arriva sul conto personale ogni anno, sotto gli 85.000 euro il forfettario vince.

Il 5% dei primi cinque anni

Se apri una nuova attività, l'imposta sostitutiva scende al 5% per cinque anni (l'anno di apertura più i quattro successivi), a tre condizioni:

  • non aver esercitato attività analoga nei tre anni precedenti;
  • non essere mera prosecuzione di un precedente lavoro dipendente o autonomo;
  • rispettare la soglia se si prosegue un'attività altrui.

Con il 5%, sullo scenario A l'imposta scende da 2.595 a 865 euro. Il divario con la SRL diventa incolmabile.

Se stai valutando adesso e hai diritto al 5%, la risposta è quasi obbligata: quei cinque anni sono la fase in cui l'agevolazione vale di più, ed è anche la fase in cui una società ti serve di meno.

Un'altra soglia da non dimenticare

Se hai anche un lavoro dipendente, il forfettario è precluso se nell'anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati sopra 35.000 euro.

Attenzione: quella soglia è una proroga temporanea, alzata dai precedenti 30.000. Senza ulteriori interventi torna a 30.000 euro dal 2027. Se sei vicino a quel confine, è una variabile da monitorare e non da dare per acquisita.

Quando scegliere la SRL, per davvero

Non per le tasse. Per queste ragioni:

  • Responsabilità limitata. Nel forfettario rispondi con tutto il patrimonio personale. È la differenza più importante di tutte, e non ha un prezzo in tabella: dipende da quanto rischio porta la tua attività.
  • Più soci. Il forfettario è per definizione individuale. Se siete in due, la questione è chiusa.
  • Sopra gli 85.000 euro, dove il forfettario non è disponibile.
  • Costi reali alti, sopra la percentuale forfettizzata.
  • Reinvestimento degli utili per far crescere l'attività.
  • Credibilità verso clienti strutturati, che in alcuni settori è un requisito di fatto per essere fornitore.
  • Prospettiva di investitori o di una cessione futura.

In sintesi

Sotto gli 85.000 euro, con costi reali contenuti e volontà di estrarre tutto: forfettario, senza esitazioni, e a maggior ragione nei primi cinque anni al 5%.

Sopra la soglia, con più soci, con costi alti, o se vuoi proteggere il patrimonio e reinvestire: SRL, sapendo che stai comprando protezione e struttura, non un risparmio fiscale.

Il modo peggiore di decidere è scegliere la SRL convinti che faccia risparmiare tasse. Quasi sempre non è vero, e la delusione arriva al primo acconto di novembre.

Fonti

Questa decisione, nel percorso di srls.ai, è già impostata

La fase 0 ti fa le domande nell'ordine giusto (forma, soci, ATECO, sede, come ti paghi) e tiene le risposte per tutto il resto del percorso.

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