
Quanto costa un commercialista per una SRL: i prezzi veri e cosa stai comprando
Pubblicato il 6 min di lettura
di Damiano, fondatore di srls.ai
Per una micro SRL di servizi, con poche decine di movimenti al mese e senza dipendenti, la contabilità delegata costa tra 1.400 e 2.400 euro l'anno. Negli studi delle grandi città si superano facilmente i 200 euro al mese. Per società più strutturate, con dipendenti e più operazioni, si va da 3.500 a 6.500 euro l'anno.
A questi importi va sempre aggiunto il ricarico: IVA al 22% più il 4% di contributo integrativo alla cassa di previdenza. Su una parcella di 1.000 euro il conto finale supera i 1.270 euro. È il motivo per cui il preventivo che ricordi non coincide mai con quello che hai pagato.
Il punto più utile però non è il prezzo: è capire cosa c'è dentro. Perché la parcella di una micro società paga in larghissima parte adempimenti ripetitivi che non richiedono giudizio professionale, e in piccolissima parte le due cose che lo richiedono davvero.
Le fasce di prezzo
| Tipo di società | Costo annuo indicativo |
|---|---|
| Micro SRL, poche operazioni, nessun dipendente | 1.400 - 2.400 |
| SRL con operatività ordinaria | 2.000 - 3.500 |
| SRL strutturata, 3-5 dipendenti | 3.500 - 6.500 |
Le variabili che spostano il prezzo, in ordine di peso: numero di dipendenti (che spesso è un servizio a parte, di un consulente del lavoro), numero di movimenti contabili, presenza di magazzino, operazioni con l'estero, e la posizione geografica dello studio.
Il commercialista online costa mediamente il 50-60% in meno di quello tradizionale, perché ha meno costi di struttura e automatizza di più. È una differenza reale, non uno slogan.
Cosa stai comprando, voce per voce
Ecco gli adempimenti che compongono la parcella di una micro SRL, e quanto peso hanno.
| Adempimento | Frequenza | Peso sulla parcella | Richiede giudizio? |
|---|---|---|---|
| Registrazione fatture attive e passive | continua | alto | no, è data entry |
| Registri IVA | continua | alto | no |
| Liquidazione IVA e F24 | mensile o trimestrale | medio | no, è un calcolo |
| Comunicazione LIPE | trimestrale | basso | no |
| Dichiarazione IVA annuale | annuale | medio | in parte |
| Redazione del bilancio | annuale | medio-alto | sì |
| Deposito del bilancio | annuale | basso | no |
| Modello Redditi SC e IRAP | annuale | medio-alto | sì |
| Consulenza e assistenza | su richiesta | variabile | sì |
Guardando la colonna di destra: la stragrande maggioranza del lavoro fatturato è esecuzione di procedure deterministiche. Registrare una fattura elettronica che arriva già in XML strutturato dal Sistema di Interscambio, calcolare una liquidazione IVA dai registri, compilare un F24 non sono attività che richiedono un giudizio professionale.
Le due voci dove il giudizio serve davvero sono il bilancio e i dichiarativi. Sono anche, non a caso, le due che concentrano il rischio.
Il ricarico che quasi nessuno menziona
Chiedi sempre il preventivo al lordo di tutto, perché i due ricarichi sono automatici e obbligatori:
| Voce | Importo su 1.000 euro |
|---|---|
| Onorario | 1.000,00 |
| Contributo integrativo cassa 4% | 40,00 |
| Imponibile IVA | 1.040,00 |
| IVA 22% | 228,80 |
| Totale | 1.268,80 |
Il 26,88% di differenza tra la cifra che ti viene detta a voce e quella che paghi.
Una nota utile: l'IVA la detrai, se la società è in regime ordinario, quindi il costo reale netto è 1.040 euro. Ma è comunque uscita di cassa, e va prevista.
Cosa non è quasi mai incluso
Il preventivo standard copre la contabilità ordinaria e i dichiarativi. Restano fuori, e si pagano a parte:
- gestione del personale e buste paga (di solito è un consulente del lavoro, non il commercialista);
- pratiche straordinarie: modifiche statutarie, cessioni di quote, operazioni sul capitale;
- ravvedimenti e sanatorie, cioè proprio le situazioni in cui hai più bisogno di aiuto;
- assistenza in caso di accertamento o contenzioso;
- consulenze specifiche su operazioni non ordinarie;
- visto di conformità per compensazioni sopra 5.000 euro.
Chiedere in anticipo l'elenco degli extra e il loro criterio di tariffazione è la domanda più utile che puoi fare a un preventivo, e quella che si fa meno spesso.
Come si legge un preventivo
Quattro domande, in ordine di importanza.
- Cosa è incluso e cosa no, per iscritto. Un preventivo che dice solo "tenuta contabilità e dichiarativi" non è un preventivo.
- Come si tariffano gli extra: a ora, a pratica, con un tariffario?
- Qual è la soglia di movimenti oltre la quale il prezzo cambia? Molte offerte sono costruite su un volume implicito.
- Chi segue materialmente la pratica, il professionista o un collaboratore dello studio?
Il preventivo scritto non è una cortesia: per i professionisti è un obbligo di legge, e vale la pena pretenderlo.
Il confronto con il fai-da-te
Nessun adempimento ordinario di una SRL è riservato per legge ai commercialisti. L'amministratore può tenere la contabilità, redigere e depositare il bilancio, e trasmettere le dichiarazioni.
I soli passaggi riservati a un terzo sono tre: l'atto notarile in costituzione, la revisione legale sopra le soglie dell'art. 2477 c.c. (4 milioni di attivo, 4 milioni di ricavi, 20 dipendenti, superate per due esercizi consecutivi), e il visto di conformità per compensazioni sopra 5.000 euro.
| Delegando tutto | Gestendo in proprio | |
|---|---|---|
| Contabilità | 1.400 - 2.400 | 0 |
| Strumenti | inclusi | 0 - 600 |
| Revisione professionale annuale | inclusa | 200 - 500 |
| Totale | 1.400 - 2.400 | 200 - 1.100 |
La riga "revisione professionale annuale" è deliberata, e non è un dettaglio. Il modello che riteniamo sensato per una micro società non è fare tutto da soli e non farsi controllare mai: è tenere la contabilità in proprio e far revisionare da un professionista i due momenti che contano, il bilancio e i dichiarativi.
Un lavoro già fatto, ordinato e completo si revisiona in poco tempo. È un servizio diverso da un'assistenza continuativa, e costa di conseguenza.
Quando delegare conviene comunque
Per onestà, i casi in cui sconsigliamo il fai-da-te:
- dipendenti in busta paga, dove serve comunque un consulente del lavoro;
- magazzino e rimanenze, che introducono una complessità di ordine diverso;
- operazioni straordinarie: fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni di quote;
- contenzioso o accertamenti in corso;
- strutture non banali: holding, gruppi, operazioni intercompany.
Se ti riconosci in una di queste righe, il conto costi-benefici cambia segno e non c'è ottimizzazione che tenga.
Una cosa che la parcella non compra
Va detta perché è l'equivoco più costoso della delega: la responsabilità dell'amministratore per la regolarità contabile e per le dichiarazioni non viene meno quando gli adempimenti sono affidati a un professionista esterno.
La firma sul bilancio e sulla dichiarazione resta la tua in entrambi i casi. Delegare compra competenza, tempo e tranquillità operativa. Non compra immunità.
È il motivo per cui, qualunque strada scegli, capire cosa stai firmando non è facoltativo.
Fonti
- DPR 137/2012 art. 5 (obbligo di assicurazione professionale e preventivo)
- Art. 2233 c.c. (compenso nel contratto d'opera intellettuale)
- Art. 2477 c.c. (soglie per la revisione legale)
Questo adempimento srls.ai lo fa con te
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