
IRES 2026: la premiale al 20% non è stata prorogata, e i tuoi acconti vanno rifatti
Pubblicato il 6 min di lettura
di Damiano, fondatore di srls.ai
Nel 2026 l'IRES è al 24% per tutte le società di capitali. La riduzione al 20% per chi reinvestiva gli utili, la cosiddetta IRES premiale, valeva solo per il periodo d'imposta 2025 e la Legge di bilancio 2026 non l'ha prorogata.
C'è una conseguenza che vale soldi veri e che sfugge a molti: se hai beneficiato dell'aliquota ridotta nel 2025, gli acconti 2026 non si calcolano sull'imposta che hai effettivamente pagato. Il beneficio va neutralizzato, cioè devi ricalcolare l'imposta del 2025 come se l'aliquota fosse stata il 24% ordinario, e su quel numero determinare gli acconti.
Chi salta questo passaggio versa acconti sottodimensionati di quattro punti di aliquota, e si ritrova la differenza a saldo l'anno dopo, con gli interessi e la sanzione per insufficiente versamento.
Cosa era l'IRES premiale, e perché non c'è più
Introdotta dalla Legge di bilancio 2025 per il solo periodo d'imposta 2025, riduceva l'aliquota IRES dal 24% al 20% per le società che soddisfacevano tre condizioni cumulative:
- accantonare a riserva almeno l'80% dell'utile 2024;
- effettuare investimenti qualificati in beni strumentali 4.0 e 5.0;
- incrementare l'occupazione di almeno l'1%.
Tutte e tre insieme, non una a scelta. Era una misura pensata per aziende che investono e assumono, e per costruzione era fuori portata per la stragrande maggioranza delle micro società: senza dipendenti, l'incremento occupazionale dell'1% non è calcolabile.
Il beneficio si indica nel modello Redditi SC 2026, riferito all'anno 2025. Dal 2026 in poi non esiste più.
Una precisazione utile se stai leggendo articoli contraddittori: durante i lavori della manovra si è discussa a lungo l'ipotesi di un rinnovo, e diverse testate l'hanno data per fatta. Il rinnovo non c'è stato. Se trovi una pagina che parla di IRES premiale "anche nel 2026", quasi certamente è ferma alla fase delle indiscrezioni.
Come si ricalcolano gli acconti
Gli acconti si determinano di norma con il metodo storico, cioè sull'imposta dell'anno precedente. Quando una agevolazione cessa, la regola è che il beneficio venga neutralizzato: l'imposta storica si riconteggia senza l'agevolazione.
In pratica:
| Passaggio | Cosa fare |
|---|---|
| 1 | Prendi il reddito imponibile IRES del 2025 |
| 2 | Applica il 24%, non il 20% effettivamente pagato |
| 3 | Su quell'imposta ricalcolata determini l'acconto 2026 |
Su un imponibile di 50.000 euro la differenza è di 2.000 euro di imposta storica, che si traduce in altrettanti euro di acconti in più da versare nel corso del 2026. Non è un costo aggiuntivo, è un anticipo: lo avresti pagato comunque a saldo. Ma se non lo prevedi, arriva come una sorpresa di cassa a novembre.
L'alternativa è il metodo previsionale, cioè calcolare gli acconti sull'imposta che prevedi di dover pagare per il 2026. È legittimo e a volte conveniente, ma il rischio è tutto tuo: se la previsione risulta troppo bassa, scatta la sanzione per insufficiente versamento. Con il metodo storico questo rischio non esiste.
Come si ripartiscono gli acconti
Qui c'è una regola che è cambiata da poco e che vale la pena conoscere, perché la percentuale della prima rata non è uguale per tutti.
| Situazione | Prima rata | Seconda rata |
|---|---|---|
| Regola generale | 40% | 60% |
| Soggetti per cui esistono ISA approvati | 50% | 50% |
La ripartizione 50/50 si applica a chi esercita attività per cui esistono ISA approvati anche se non li applica per una causa di esclusione, purché i ricavi rientrino nel limite ISA. Dal 1° gennaio 2026 la norma di riferimento è l'art. 72 comma 4 del D.Lgs. 33/2025, che ha sostituito la disciplina precedente.
Il criterio va letto con attenzione perché è controintuitivo: conta l'esistenza di un ISA per il tuo codice attività, non il fatto che tu lo applichi. "Sono escluso dagli ISA" non significa "sono fuori dal 50/50".
Se l'acconto complessivo non supera i 103 euro, si versa in un'unica soluzione.
Le scadenze del 2026
| Scadenza | Cosa si versa |
|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo IRES e IRAP 2025 più primo acconto 2026 |
| 30 luglio 2026 | Stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% |
| 30 novembre 2026 | Secondo acconto 2026, non rateizzabile |
| 2 novembre 2026 | Presentazione del modello Redditi SC e IRAP |
Sul termine dichiarativo: la regola è l'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura dell'esercizio, quindi il 31 ottobre per chi ha l'esercizio coincidente con l'anno solare. Nel 2026 il 31 ottobre cade di sabato, e il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo, lunedì 2 novembre.
Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile. È il versamento che mette più in tensione la cassa delle micro società, perché arriva a fine anno e non si può spalmare.
Il primo anno è diverso
Se la società è nata nel 2026, gli acconti IRES e IRAP non sono dovuti. Il metodo storico si fonda sull'imposta dell'anno precedente, che semplicemente non esiste.
Il che rende il secondo anno finanziariamente più pesante del primo: nel 2027 verserai il saldo del 2026 più il primo acconto del 2027, cioè fino a una volta e mezza l'imposta annuale in una singola scadenza di giugno.
È l'errore di pianificazione più comune di chi apre una società, e non ha niente a che vedere con la contabilità: è puro accantonamento. Se il primo anno chiudi con un utile significativo, metti da parte per giugno dell'anno dopo più di quello che ti sembra necessario.
E l'IRAP
L'IRAP per una SRL è al 3,90%, con le Regioni che possono variare l'aliquota fino a 0,92 punti in più o in meno. L'aliquota effettiva va sempre letta dalla tabella della tua Regione.
Attenzione a un numero sbagliato che circola parecchio: il 3,50%. Deriva da una norma del 2014 che è stata abrogata con pari decorrenza, quindi non ha mai prodotto effetti, ma il testo grezzo su Normattiva la mostra ancora nel corpo dell'articolo con le note di abrogazione a margine. Chi legge di fretta copia il numero e lo pubblica. L'aliquota corretta, quella che trovi nelle istruzioni ufficiali del modello IRAP, è 3,90%.
Un secondo equivoco frequente: l'aumento di due punti introdotto dalla L. 199/2025 riguarda solo banche, intermediari finanziari e assicurazioni. Non tocca le società operative.
E una nota che genera confusione ricorrente: le società di capitali restano soggette a IRAP, mentre ditte individuali e professionisti ne sono usciti dal 2022. È una delle differenze di costo tra fare impresa come persona fisica o come società, e va messa nel conto quando si confrontano le due strade.
In sintesi
Per il 2026: IRES al 24%, nessuna aliquota agevolata, IRAP al 3,90% salvo variazioni regionali. Se hai usato la premiale nel 2025, ricalcola l'imposta storica al 24% prima di determinare gli acconti. Se la società è nata quest'anno, non versi acconti ma inizia ad accantonare per giugno.
Il calcolo in sé non è complicato: sono due aliquote su un imponibile che esce dal bilancio. La parte che fa sbagliare è tutta nelle regole di contorno, la neutralizzazione dell'agevolazione cessata, la ripartizione 40/60 contro 50/50, il primo anno senza acconti. Sono regole deterministiche, il che vuol dire che una volta capite non le sbagli più.
Fonti
- Art. 77 TUIR (aliquota dell'imposta sul reddito delle società)
- Art. 17 DPR 435/2001 (versamento degli acconti)
- Art. 16 D.Lgs. 446/1997 (aliquota IRAP)
- Art. 1 co. 436 e ss. L. 207/2024 (IRES premiale, periodo d'imposta 2025)
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