
Chiudere una SRLS: quanto costa davvero e quanto ci vuole
Pubblicato il 7 min di lettura
di Damiano, fondatore di srls.ai
Chiudere una SRLS senza debiti costa realisticamente tra 1.700 e 2.700 euro e richiede dai 4 ai 12 mesi. La voce più grossa è il notaio, che per lo scioglimento volontario serve per legge ed è l'unico punto dell'intera operazione dove il fai-da-te si ferma.
Vale la pena dirlo subito perché è la sorpresa più frequente: chiudere costa più che aprire. Una SRLS si apre con 629,87 euro di voci obbligatorie e onorario notarile zero. Si chiude con un atto notarile a pagamento pieno, tre depositi camerali e almeno un'annualità intera di costi fissi che matura mentre la liquidazione è in corso.
E non esiste una via breve: per le società di capitali non c'è cancellazione senza liquidazione. La procedura semplificata del DPR 247/2004 riguarda altre figure, non le SRL, e la cancellazione d'ufficio prevista dall'art. 2490 c.c. scatta solo per società che sono già in liquidazione e non depositano i bilanci per tre anni consecutivi: è un esito subito, non una scelta.
Il conto, voce per voce
Ipotesi: SRLS con socio unico, nessun debito, nessun dipendente, liquidazione conclusa nello stesso anno in cui inizia.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Onorario notarile, verbale di scioglimento e nomina del liquidatore | 800 - 1.500 |
| Imposta di registro sull'atto | 200 |
| Deposito del verbale di scioglimento (modello S3) | ~155 (90 diritti + 65 bollo) |
| Diritto annuale CCIAA dell'anno in corso | 100 - 120 |
| Tassa CC.GG. libri sociali dell'anno in corso | 309,87 |
| Deposito del bilancio finale di liquidazione e domanda di cancellazione | ~155 - 310 |
| Totale | ~1.720 - 2.595 |
Gli importi camerali sono quelli standard del deposito telematico e possono variare di qualche euro tra camere di commercio: verificali sul sito della tua.
Due voci meritano una riga in più.
L'onorario del notaio è a tariffa piena. La gratuità dell'art. 3 DL 1/2012 vale per l'atto costitutivo della SRLS e per la sua iscrizione, non per gli atti successivi. Lo scioglimento è un atto modificativo come un altro, e si paga. Chiedi un preventivo scritto che separi onorario, imposte e anticipazioni: la forbice di mercato è ampia e si negozia.
I costi fissi maturano per intero anche in liquidazione. Il diritto camerale non è frazionabile: è dovuto per l'anno intero anche se la società resta iscritta un solo giorno di quell'anno, e resta dovuto fino alla cancellazione effettiva. Stesso discorso per la tassa sui libri sociali da 309,87 euro, dovuta finché la società esiste, liquidazione compresa. Se la liquidazione scavalca il 31 dicembre, quelle due voci si pagano due volte.
È la ragione pratica più solida per decidere entro l'estate se chiudere: una liquidazione avviata a ottobre quasi certamente sconfina, e sconfinare costa circa 430 euro.
I passaggi, in ordine
1. La decisione di sciogliere. L'art. 2484 c.c. elenca le cause di scioglimento. Il numero 6 è la deliberazione dell'assemblea, ed è la via che si sceglie quando si decide di smettere. Passa dal notaio, perché l'art. 2480 richiama l'art. 2436, cioè la disciplina delle modifiche dell'atto costitutivo.
Le altre cause dell'elenco, per esempio il decorso del termine di durata o la sopravvenuta impossibilità di conseguire l'oggetto sociale, operano di diritto e vengono soltanto accertate dagli amministratori, senza notaio. Non sono però una scorciatoia da costruire a tavolino: o ricorrono, o no.
Nello stesso atto si nomina il liquidatore, che può benissimo essere il socio unico già amministratore. È la scelta normale in una micro società e non ha controindicazioni.
2. L'iscrizione al Registro Imprese, con modello S3, entro 30 giorni. Da quel momento la società aggiunge alla denominazione l'indicazione che è in liquidazione, e i poteri passano al liquidatore.
3. La liquidazione vera. Si incassano i crediti, si pagano i debiti, si vendono o si assegnano i beni residui. In una micro società di servizi senza magazzino questo passaggio è quasi sempre breve: chiudere il conto corrente, disdire gli abbonamenti, incassare le ultime fatture.
Se la liquidazione attraversa un 31 dicembre, il liquidatore deve redigere e depositare i bilanci annuali di liquidazione (art. 2490 c.c.), esattamente come un bilancio d'esercizio.
4. Il bilancio finale di liquidazione e il piano di riparto (art. 2492 c.c.). Si deposita al Registro Imprese con codice atto 730 e modello S3, ed è esente da XBRL: basta il PDF/A, il che semplifica parecchio rispetto a un bilancio ordinario.
Da qui parte un termine di 90 giorni per il reclamo dei soci. Ed è qui che sta la scorciatoia più utile di tutta la procedura, quella che quasi nessuno racconta.
5. La cancellazione (art. 2495 c.c.). Si chiede al Registro Imprese e la società si estingue.
La scorciatoia che azzera 90 giorni
Il bilancio finale diventa definitivo se nessun socio propone reclamo entro 90 giorni dal deposito. Ma c'è un'alternativa espressa: la quietanza senza riserve di tutti i soci sull'ultima quota di riparto vale come approvazione del bilancio finale, a prescindere dai 90 giorni.
Con un socio unico che è anche liquidatore, questo significa che l'attesa si azzera: il socio rilascia la quietanza, il bilancio finale è approvato, si può chiedere subito la cancellazione.
C'è anche una seconda compressione, che viene direttamente dalla prassi camerale: deposito del bilancio finale e istanza di cancellazione si possono presentare in un'unica pratica, se hanno la stessa data. Una pratica invece di due significa un solo bollo e un solo diritto di segreteria.
Messe insieme, per una micro società con conti puliti le due scorciatoie portano la fase finale da tre mesi e mezzo a qualche giorno.
Gli adempimenti fiscali della chiusura
Sono tre, e i termini sono diversi da quelli ordinari.
| Adempimento | Termine |
|---|---|
| Modello AA7/10 per la messa in liquidazione | 30 giorni dall'evento |
| Dichiarazione del periodo ante-liquidazione | ultimo giorno del nono mese successivo agli effetti dello scioglimento |
| Dichiarazione finale di liquidazione | ultimo giorno del nono mese dalla chiusura della liquidazione |
Il nono mese, non il decimo: la liquidazione ha un calendario suo e chi va a memoria sbaglia di trenta giorni.
L'AA7/10 può essere veicolato in ComUnica insieme alla pratica camerale, evitando un invio separato. La chiusura della partita IVA segue la cancellazione.
Il rischio che resta dopo la cancellazione
La cancellazione estingue la società anche se restano creditori insoddisfatti. Non è però un colpo di spugna: l'art. 2495 c.c. consente ai creditori rimasti a bocca asciutta di agire nei confronti dei soci, nei limiti di quanto questi hanno riscosso in base al bilancio finale di riparto, e nei confronti dei liquidatori se il mancato pagamento è dipeso da loro colpa.
C'è poi una norma fiscale che vale la pena conoscere prima di distribuire l'attivo: l'art. 36 del DPR 602/1973 rende i liquidatori responsabili per le imposte sui redditi non pagate se hanno soddisfatto crediti di ordine inferiore o assegnato beni ai soci prima di aver pagato il fisco. I soci rispondono nei limiti di quanto ricevuto nei due periodi d'imposta precedenti la liquidazione.
La regola operativa che ne discende è semplice e vale più di qualsiasi consulenza: paga le imposte prima di distribuire il residuo ai soci, non dopo. Se l'ordine si inverte, la responsabilità si sposta sulle persone.
Quanto ci vuole davvero
| Fase | Tempo |
|---|---|
| Delibera notarile e deposito S3 | 1 - 3 settimane |
| Liquidazione (incassi, pagamenti, chiusura conti) | 1 - 6 mesi |
| Bilancio finale e quietanza | 1 - 4 settimane |
| Cancellazione dal Registro Imprese | 1 - 4 settimane |
| Totale | 4 - 12 mesi |
Il minimo realistico con conti puliti, socio unico liquidatore e nessun contenzioso sta intorno ai quattro mesi. I dodici mesi sono lo scenario con crediti da incassare, contratti da disdire con preavviso e almeno un bilancio annuale di liquidazione da depositare.
Prima di chiudere, fai questo conto
Chiudere costa da 1.700 a 2.700 euro una volta sola. Tenere una società ferma costa circa 570 euro l'anno, che diventano di più se paghi qualcuno per gli adempimenti.
Il punto di pareggio è quindi tra i tre e i cinque anni: se pensi che entro quel periodo la società tornerà utile, tenerla aperta ha una logica economica. Se sai che non tornerà, ogni anno di attesa è denaro che se ne va senza contropartita, e i costi fissi maturano comunque.
Il calcolo completo, con il caso della società inattiva, sta nell'articolo dedicato. Qui basti il promemoria: la società dormiente non si chiude da sola, non decade, non scade. Continua a costare finché qualcuno non firma.
Fonti
- Art. 2484 c.c. (cause di scioglimento delle società di capitali)
- Art. 2492 c.c. (bilancio finale di liquidazione)
- Art. 2495 c.c. (cancellazione della società)
- Art. 36 DPR 602/1973 (responsabilità di liquidatori, amministratori e soci)
- Agenzia delle Entrate, modello AA7/10
- Manuale operativo per il deposito dei bilanci 2026 (Unioncamere/InfoCamere)
Questa chiusura srls.ai la prepara al posto tuo
Bilancio micro, verbale di approvazione e dichiarazioni escono dalle scritture, nello schema che il Registro Imprese pretende.
Chiudi l'anno con srls.ai